Centro per la promozione del Codice mondiale di etica del turismo

La XIII Assemblea dell’Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite (UNWTO – United Nations World Tourism Organization) ha adottato, nel 2001, il Codice mondiale di etica del turismo, mediante risoluzione A/RES/56/212.

Nel preambolo è affermata la ferma convinzione che “il turismo rappresenti una forza vitale a servizio della pace e un fattore di amicizia e comprensione tra i popoli del mondo”.

Il Codice mondiale di etica del turismo delinea i “principi guida di sviluppo del settore turistico e per la costruzione di un quadro di riferimento per i diversi attori, con l’obiettivo di ridurre l’impatto negativo del turismo sull’ambiente e sul patrimonio culturale, e incrementare i benefici che il turismo genera nel promuovere lo sviluppo sostenibile, nell’alleviare la povertà e nel favorire la comprensione tra le nazioni”. E “sottolinea la necessità di promuovere un turismo responsabile e sostenibile, che possa essere benefico per ogni settore della società”.

Il Codice si compone di 10 articoli:

Articolo 1 – Il turismo quale strumento di comprensione e di rispetto reciproco tra i popoli e le società;

Articolo 2 – Il turismo quale mezzo di realizzazione individuale e collettiva;

Articolo 3 – Il turismo quale fattore di sviluppo sostenibile;

Articolo 4 – Il turismo quale fruizione del patrimonio culturale dell’umanità e sostegno al suo arricchimento;

Articolo 5 – Il turismo quale attività vantaggiosa per i Paesi e le comunità ospitanti;

Articolo 6 – Obblighi degli attori del settore turistico;

Articolo 7 – Diritto al turismo;

Articolo 8 – Libertà di movimento a scopo turistico;

Articolo 9 – Diritto degli imprenditori e dei lavoratori dell’industria turistica;

Articolo 10 – Applicazione dei principi del Codice mondiale di etica del turismo.

L’Organizzazione Mondiale del Turismo, nata nel 1975, con sede a Madrid  –  con l’obiettivo di promuovere e sviluppare il turismo, al fine di contribuire all’espansione economica, stabilire e mantenere rapporti di cooperazione, stimolare e sviluppare collaborazioni tra i settori pubblico e privato –  e trasformata in Agenzia dell’ONU nel 2003  –  con 160 Paesi e oltre 350 Membri Affiliati –, ha invitato i Governi e gli Stati a promuovere il Codice mondiale di etica del turismo coinvolgendo tutti gli operatori del settore.

Il Comitato Mondiale per l’Etica del Turismo è l’organismo terzo imparziale che decide sulle controversie.

Nel riconoscere che il settore turistico rappresenta un fattore importante anche per la crescita del Paese, nonché una leva efficace per la ripresa economica e per la creazione di posti di lavoro, che la ricchezza del patrimonio naturale e culturale italiano offre potenzialità non ancora appieno valorizzate e che le imprese manifestano una sempre maggiore disponibilità a comportamenti orientati a principi di etica e di responsabilità sociale, nel 2008, è stato istituito il Centro per la promozione del Codice mondiale di etica del turismo, prima presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, poi presso la Direzione Generale Turismo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo (MiBACT), con DPCM n. 169 del 2 dicembre 2019.

Con il decreto legge istitutivo del Ministero del Turismo con portafoglio, n.22/2021, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 51 del 1 marzo 2021, convertito con modificazioni in legge n. 55/2021, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 102 del 29 aprile 2021, la sede e l’operabilità del Centro per la promozione del Codice mondiale di etica del turismo sono state trasferite al MiTur (articolo 7, comma 12).

Codice etico mondiale del turismo